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Il progetto nato per iniziativa di CIPES, Cittadinanzattiva, in collaborazione con la Bottega del Possibile, in partenariato con l’ASL Città di Torino (Distretto Nord Ovest) e statp realizzato grazie al contributo della Regione Piemonte e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Il progetto vuole essere una sperimentazione di un modello partecipativo in sanità. La sua premessa, in linea con il PRC (Piano Regionale Cronicità), è il riconoscimento dell’importanza del territorio e dell’empowerment di comunità ai fini di una gestione maggiormente sostenibile, efficiente ed efficace delle malattie croniche, non solo per quanto riguarda la loro presa in carico, ma anche tutto quello che concerne la prevenzione, i diversi percorsi terapeutici e le opportunità presenti sul territorio. In particolare, si è voluto agire sul livello comunicativo tra istituzioni, cittadini, servizi pubblici e privati, con l’obiettivo specifico di mettere a disposizione una rete di informazione di prossimità sul quartiere, ovvero un canale di comunicazione multidirezionale fra l’organizzazione sanitaria e sociale e la popolazione, in riferimento a questioni di salute, sanitarie e organizzative.

Per raggiungere questi obiettivi, nei primi mesi di progettazione, ci si è impegnati in un’opera di presa di contatti, confronto ed engagement con i servizi e il territorio di Vallette. Sono state coinvolte le istituzioni e, in particolare, tra questi il Distretto sanitario Nord Ovest (che ha collaborato fin dalla fase di progettazione), il Distretto Nord Ovest dei Servizi Sociali, i Medici di Medicina Generale, i farmacisti del quartiere, il Poliambulatorio di Corso Toscana e il Servizio di Diabetologia. Sono stati coinvolti nel processo anche realtà del terzo settore e associazioni di volontariato, tra le quali UISP, FAND, Tavolo Vallette, Cooperativa Solidarietà, il Portico89, le Officine Caos e privati cittadini attivi sul quartiere. Questo confronto durato diversi mesi è stato essenziale per conoscere il tessuto sociale del quartiere e pianificare un’azione che andasse a valorizzarlo. La realtà di Vallette è sorprendentemente eterogenea e attiva, con attori pronti a mettersi in gioco e discutere per il raggiungimento di obiettivi comuni.  
Per rendere il confronto e la collaborazione più strutturati, è stato organizzato un ciclo di incontri di formazione. Le attività erano volte al consolidamento dei legami tra i membri della rete e allo scambio di informazioni, in tema problematiche socio-sanitarie, generali e specifiche, del quartiere Vallette. Questo percorso ha dato vita alla redazione definitiva di un accordo di programma, documento che sancirà la collaborazione continuativa tra tutti gli attori coinvolti, le modalità di funzionamento della rete e le attività previste per i prossimi mesi. 
Gli incontri sono stati organizzati e svolti con il supporto dell’associazione Bottega del Possibile, in quanto realtà con un’esperienza di lunga durata in tema di modelli partecipativi e lavoro di comunità in ambito sanitario. Un totale di cinque incontri tra settembre e ottobre 2021 hanno dato il via a questa sperimentazione. La futura rete è stata ospite delle Officine Caos, nel cuore del quartiere Vallette, in piazza Montale. Sono state coinvolte una trentina di persone interessate, tra operatori sanitari, sociali, membri di associazioni e privati cittadini. 
Gli incontri sono stati occasione di conoscenza tra i membri della rete, proficuo confronto e scambio di esperienze, informazioni e buone pratiche. Questo è stato possibile in quanto è stato dato ampio spazio ai contributi di ogni singolo partecipante sia in piccoli gruppi, su tematiche specifiche, sia in discussioni plenarie, riguardanti in particolare le modalità di gestione della rete, gli obiettivi del lavoro di prossimità e le attività future.

Un risultato positivo è stato l’interesse crescente per questa iniziativa, anche grazie all’impegno generale da parte dei partecipanti si è riusciti, tramite un fenomeno di passaparola, a coinvolgere nuove persone durante ogni incontro. I nuovi arrivati hanno arricchito il dibattito portando il loro contributo e la loro prospettiva.
Durante gli incontri è stato formalizzato e riconosciuto il ruolo della coordinatrice della rete: è stata scelta una risorsa interna, Marina Spanu (dipendente del Dipartimento di Prevenzione) che l’ASL ha messo a disposizione per il proseguimento del progetto. Il ruolo della coordinatrice è stato visto da tutti i partecipanti come vitale per il funzionamento e la sostenibilità nel tempo della rete.

Si può affermare che questo primo ciclo di incontri ha dato risultati positivi, sia in termini di relazioni instaurate a livello informale, sia per quanto riguarda una futura collaborazione formale tra tutti gli attori. Attraverso un confronto e una partecipazione attiva da parte di tutti e di tutte, sono state delineate le finalità generali per cui la rete è stata attivata: da una parte, favorire la divulgazione delle informazioni riguardanti la salute e le modalità di accesso ai servizi sociali, sanitari e del territorio; dall’altra, il miglioramento della qualità e dell’intensità degli scambi all’interno della rete, con l’obiettivo ultimo di sollecitare i servizi sociali e sanitari per il miglioramento dell’efficacia degli interventi di cura e sostegno per i soggetti vulnerabili e per i malati cronici. Allo scopo di attuare e rendere sostenibili gli obiettivi che si è posta la rete, è stato redatto, con il contributo di tutti e di tutte, un accordo di collaborazione della rete, attualmente in attesa di firma da parte di tutti coloro che vorranno parteciparvi in modo formale. 

Inoltre, la RSA Villa Primule ha concesso uno dei suoi locali come luogo fisico per il coordinamento della rete e per la progettazione di future attività.
I prossimi passi che la rete compirà saranno in primo luogo delineare le priorità di intervento, anche in vista di possibili partecipazioni a progettualità esterne da parte della rete che si presenterà come attore unico e unito. Nel più breve periodo, anche con l’aiuto della coordinatrice, si sta provvedendo all’organizzazione di futuri incontri a partire dal mese di gennaio per discutere su modelli operativi per la condivisione rapida ed efficace di informazioni tra tutti i componenti della rete, anche tra coloro che non firmeranno formalmente l’accordo; alla possibile individuazione di nuovi volontari sul territorio per la rete; alla creazione di una carta dei servizi pubblici e privati, a disposizione di tutti e tutte; all’attuazione di una strategia di monitoraggio per il buon funzionamento della rete e alla diffusione di un vademecum sulle malattie croniche.

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